Minerali e Miniere
I colori, le forme e il mistero che si nasconde dietro tanta bellezza, hanno fatto sì che la mia passione sia solamente il godere di tanto incanto.
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Sulle orme di illustri geologi a spasso per i vulsini

“Frattanto non posso esimermi dal rivolgere un caldo ringraziamento al distinto mio ex discepolo e carissimo amico Sig. Ezio Volpini di Montefiascone, alla cui intelligente attività ed assiduità nelle raccolte, durate ormai per oltre tre anni, debbo quasi interamente la possibilità di questo lavoro.”

Così tra le prime righe del suo scritto Limberto Fantappiè a proposito del giacimento di Monte delle Croci ringrazia colui che lo aiuto nella raccolta dei campioni per il suo studio.

Affascinato da sempre al modo di scrivere dei primi viaggiatori che descrivevano le campagne la natura e i luoghi in cui si trovavano a passare, comincia la ricerca bibliografica di quei luoghi che tra i tanti scritti sono stati dimenticati, con la consapevolezza che essi aspettano di essere solamente riscoperti.

 

220px-GiorgiosantiIl Santi nel 1798 pubblica il resoconto del suo secondo viaggio per le due province senesi che forma il seguito del viaggio al monte amiata.

Egli presto si rende conto che la bellezza dei luoghi e la voglia di sapere lo avrebbe portato ad allargare il suo viaggio a tutto il territorio senese.

Il Santi descrive i territori da lui visitati con gli occhi e l’anima attenta del naturalista osservando e descrivendo gli aspetti naturalistici e sociali, aprendo una finestra  al lettore sulle atmosfere da lui vissute.

“Rivolgendo adunque il nostro camino verso Pitigliano deviammo alquanto dalla strada ordinaria, e passammo per il Casone, podere già del patrimonio Granducale. ed ora allivellato alla Famiglia Franci. Questa è composta di non meno di cinquanta individui, tutti parenti o in primo, o in secondo grado . Noi contammo fino a. quattordici bambini riuniti per caso in una stanza, tutti Fratelli, e Cugini, il più adulto dei quali avea otto anni. La Vedova del maggiore dei fratelli regolava tutta l’interna economia della casa, e governava con potestà patriarcale la grande, e la piccola famiglia, in cui, e per quanto viddemo, e per comune osservazione dei paesi vicini,regna la pace, l’unione, la virtù in sommo grado. I poveri che di colà passano, non si affacciano mai indarno a chieder soccorso, ed ospizio da quest’ottima gente , che gli ultimi anni infelici, e il numero suo sempre crescente hanno adesso ridotta all’estrema miseria.”

 

 

santi viaggio al monte amiata

 

Proprio il Santi nel visitare Sorano gli giunge la notizia “che si trovasse qualche pietra non ordinaria al poggio del Tesoro distante da Sorano 6 miglia”, Poggio del Tesoro non è un vero e proprio
toponimo cartografico; ma ricorda il rinvenimento di alcune tombe romane.

 

“Sulla notizia dataci, che si trovasse qualche pietra non ordinaria al Poggio del Tesoro, distante da Sorano sei miglia, sul confine estremo della Toscana, ci determinammo a farci una gita. Traversammo adunque un paese sempre volcanico, e giunti al detto Poggio lo investigammo da ogni lato, nè altro vedeamo, che un’ ossatura di Tufa giallognola alquanto cellulosa. Ma verso la sommità del Colle per la pendice meridionale trovammo molti gruppi più, o men grossi di Cristalli gialli, verdi, bruni, è neri, o diafani, o semidiafani, o quasi affatto opachi. Erano queste le stesse masse di Colofoniti, e d’Idiocrasi gia da me descritte nel precedente Capitolo, dalle quali queste sol differiscono, perche nelle loro masse vedonsi spesso frammischiate le Olivine più o men trasparenti. Queste formano ancor talvolta dei gruppi distinti senza mescolanza di altra sostanza.”

Esso come altri “luoghi” cambia nome facendo perdere al lettore di oggi “l’orientamento” .

Ne troviamo tanti di questi esempi nella prima letteratura naturalistica, infatti il poggio del tesoro altro non è che il luogo che ha reso questa località famosa nel mondo, Case Collina.

Altri toponimi vengono menzionati dal Santi alcuni dei quali ricollocabili oggi in toponimi diversi.

 

Tra questi il monte delle croci presso Montefiascone, esaminato presumibilmente per la prima volta dal naturalista Giovanni Battista Pianciani, che in una sua lettera al Naturalista Vito Procaccini Ricci descrive i cristalli di augite chi vi si potevano ritrovare.procaccini ricci

Il Pantano, la Madonna del Gradone, Sovana e tanti altri luoghi oggi ci aiutano a capire quanto sia aleatorio appropriarsi di una località di ritrovamento.

Penso che alla luce di una bibliografia più facilmente accessibile ci debba essere la consapevolezza che oggi ci ritroviamo a calpestare una terra gia segnata dai passi di questi illustri studiosi.

Tra le località “ritrovate” in bibliografia molte corrispondono a luoghi di rinvenimento di alcuni collezionisti citate come località “nuove”.

Augite Montefiascone

Come gli affioramenti nelle vicinanze di Ischia di Castro ove i vecchi toponimi vengono ricordati dal nome dell’attività che oggi hanno occupato questi luoghi e dove si possono rivenire sanidiniti gia citate nella seconda metà del secolo scorso, i ritrovamenti nei pressi del Pantano e della Madonna del Gradone , questi sono solo alcuni dei luoghi citati nei vari testi, che oggi vengono riscoperti attraverso la costanza dei collezionisti.

Altre località interessanti in quanto mai oggetto di uno studio mineralogico volto ad individuare specie mineralogiche interessanti a livello collezionistico sono collocate nelle campagne tra Montefiascone e Marta, ove alcuni studiosi del secolo scorso riportano la presenza di proietti sanidinici, come alcune note della nuova carta geologica italiana.

*Il Monte delle Croci presso Montefiascone, dopo alcune ricerche effettuate per conoscerne meglio la precisa collocazione, mi rendevo conto che non era conosciuta ai più esperti della mineralogia laziale( se non il buon Dario) e ne facevo participi persone come Andrea ed Ezio con cui condividevo la “riscoperta” di questa località.

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