Minerali e Miniere
I colori, le forme e il mistero che si nasconde dietro tanta bellezza, hanno fatto sì che la mia passione sia solamente il godere di tanto incanto.
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Sardara .Min. di Barite

Sardara .Min. di Barite

Spedizione di ricerca mineralogica sardegna 2006

 

Con Marco decidiamo come avviene  da qualche anno di visitare di nuovo la nostra amata isola, eldorado mineralogico e di archeologia mineraria con i suoi villaggi abbandonati, gallerie in ogni dove che aspettano solamente di essere riscoperte.

Dopo una  ricerca logistica di un posto per dormire, arriviamo a prenotare un Campeggio se così si può chiamare a Santadi, una piazzola in mezzo alla macchia di un agriturismo deserto.

Comunque lo spirito e di vivere 10 giorni solo di miniere, si parte la mattina e si torna di sera, tutto il giorno in giro a cercare di intravedere discariche in mezzo alla macchia che nasconodono l’indizio di una galleria, e la sera cena con fornelletto da campo e desser di pesche affogate nel fantastico vino rosso di un contadino del luogo.

I primi giorni vista la poca conoscenza del luogo si ritorna sui luoghi visitati qualche anno prima.

Marco con se ha delle carte dalla Bario Sarda recuperate da un vecchio archivio con segnate varie località, abbiamo a disposizione tanta di quella bibliografia che non basterebbero 2 anni per cercare di visitare tutte le località che abbiamo segnato.

Dalle zone a  filoni di pegmatite alle piccole ricerche per  barite, qualche nome in questo momento mi sfugge, ma tutti toponimi che alla resa dei conti non servirà ricordarre in quanto sterili.

Le nostre ricerche cominicano a dare qualche frutto con la visità alla cava a cielo aperto di Barite , Tattino e Bacchera di Nuxis, Arrivati in cava vediamo che dall’anno prima qualcosa è cambiato, dall’abbandono più totale in cui versavano i lavori vediamo qualche macchinario nel piazzale e del movimento.

Miniera Tattino e Bacchera

Miniera Tattino e Bacchera

L’anno prima alcune fessure che si aprivano nelle pareti dei gradoni, ci avevano dato delle piastrine di Barite mielata con cristalli non molto grandi per la zona ma valiti esteticamente.

La cava in questione presentava una geode conosciuta molti anni fa per la sua grandezza con cristalli di Barite che arrivavano anche a 20 cm, l’interno della geode era stato “raspato” all’inverosimile lasciando solamente delle pareti perfettamente lisce.

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Quello che mi incuriosiva era una ruspata di terra senza senso nel gradone superiore alla geode in questione, incuriosito comincio a scavare sicuro che chi lavorava voleva nascondere qualcosa alla vista di noi cercatori.

Infatti dopo aver rimosso una 50cm  di terra comincia ad affiorare sulla parete il il filone di barite con una piccola geode riempita di fango rosso, comincio a tirare fuori i primi pezzi che per la maggior parte sono piastrine e cristalli sciolti che si staccano dalle pareti, quando scavando sento una faccia più grande del normale, stavo scavando intorno ad un cristallo di 20 cm.

Visto che siamo nei dintorni e l’obiettivo e ritornare a vedere la Miniera di San Leone per riprendere dei lavori lasciati in sospeso, nel frattempo presi dalla voglia di girare meglio nei dintorni, individuiamo sopra Nuxis proprio alle spalle del paese una miniera conosciuta localmente come  “Sa Minieredda  originariamente Miniera di Is Pilius.

Di questa miniera di Calcopirite e Galena attiva nella seconda metà dell’ottocento, ( a riguardo trovai la planimetria in internet, nella consultazione dell’archivio minerario IGEA, con molta probabilità  disattivato poco dopo dalla consultazione online), rimangono solamente alcune gallerie.

Miniera is Pilius

Miniera is Pilius “Sa Minieredda”

Il primo livello è franato e molto probabilmente si raggiunge ora solamente da un pozzo interno.

Il livello intermedio è  accessibile tramite una galleria che mantiene ancora la sua armatura originaria lacerata da un masso  che spunta e che  sembra da un momento all’altro a venire giù.

All’interno la miniera presenta filoncelli di Calcopirite immersi nella calcite, con poche mineralizzazioni che attirano la nostra attenzione. Purtroppo non abbiamo la passione dei micro e cercare qualcosa di estetico più che raro per noi è la regola.

Wulfenite

Wulfenite MIniera Is Pilius

Usciti da questa galleria risaliamo sulla strada di servizio della miniera alla ricerca di altri cantieri e ne troviamo uno in cui si apre una stanza e poi un vuoto di coltivazione  che va giù verso i cantieri più in basso.

 

 

Monte Tamara. Sa Minieredda

Geode Quarzo e Malachite? Monte Tamara. Sa Minieredda

Proprio all’imbocco di questo stanzone troviamo un cristallo di quarzo Prasio di 6-7cm  rotto ma di un verde eccezionale, cerchiamo il punto da dove potrebbe venire e ci rendiamo conto che le piccole geodi sono dure e non c’è nulla a vista.La ricerca comporterrebbe uno sbancamento di giorni per trovare un geode significativo. Come al solito e meglio non trovarle certe cose, perchè nella delusione di trovare chissà che ti lasciano a bocca asciutta. Comunque sia all’interno della piccola stanza nella limonite troviamo una geode con Galena Quarzo e “Malachite?” da cui usciranno pezzetti molto estetici.

Abbiamo i giorni contati per fare tutto quello che ci siamo prefissati, per questo cominciamo a razionalizzare la ricerca. Cominciamo a girare nei dintorni della strada che da Santadi porta a Capoterra e attraversa una zona completamente granitica più o meno ricca di filoni pegmatitici. La zona molto interessante perchè molto selvaggia e paesaggisticamente molto bella, una fitta macchia mediterranea fa da cornice a questo luogo dalle inaspettate sorprese mineralogiche.

L’anno prima ospiti dell’allora  proprietario della miniera di San Leone,  il Sig, Corda durante una cena da lui organizzata presso l’ ex edificio della direzione della miniera e con ospiti noi e altri suoi amici tra cui un geologo del luogo, si raccontava dei magnifici cristalli di Quarzo e Ortoclasio che si potevano rivenire nei dintorni della caserma forestale proprio sulla strada che da Capoterra dirigeva a Santadi.

Forti delle informazioni e delle carte della Bario Sarda con segnati tutti gli affioramenti a pegmatiti presenti nella zona, cominciamo il nostro tour mineralogico in questa zona meravigliosa.

Geode con Quarzo e Ortoclasio

Geode con Quarzo e Ortoclasio Santadi-Capoterra

Lungo la strada bianca che collega Santadi a Capoterra individuiamo in corrispondenza di un taglio sul granito un geode di Quarzo di ca 20 cm, nulla di che in confronto ai fasti dei ritrovamenti descritti,  ci attrezziamo  vista la posizione del geode  con una corda per calarci e vedere di recuperare qualche campione, purtroppo il geode è piccolino e i cristalli saldamente impiantati sulla dura matrice granitica, riusciamo a prendere comunque qualche pezzetto e continuiamo la ricerca  nella zona.

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Panorama dalla strada Santadi-Capoterra

I filoni pegmatitici sono molti ma trovare quello giusto è impresa assai ardua anche in considerazione che non si puo arrivare freschi freschi e pretendere di trovare tutto e subito, la zona merita ma il tempo e poco e ci rendiamo conto che le zone più interessanti sono raggiungibili solamente dopo svariati km( non pochi) di strade protette con sbarre che ne impediscono l’accesso con l’auto.

Nei giorni seguenti ci organizziamo per raggiungere una delle ga

San Leone .Gall. 35. Campioni di Quarzo

San Leone .Gall. 35. Campioni di Quarzo

llerie situate nei cantieri alti della miniera di San Leone in prossimità della P.TA MAISTU BERTU , dove gli anni prima sempre ospiti del proprietario della miniera avevamo trovato una geode di quarzo di ca 3mx3m con cristalli lunghi sino a 25cm.
La dura salita verrà ripagata dall’eccezionale vista guadagnata sul territorio circostante. Individuata la galleria del geode, ci apprestiamo a recuperare quello lasciato l’anno prima, “raspando” gli

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Di ritorno da San Leone con le cassette piene di Quarzi

ultimi quarzi rimasti. Incartati i pezzi e riposti nelle cassette ci si riavvia lungo il sentiero. Nei giorni seguenti rivisiteremo San Leone per recuperare qualche altro campione di calcite esagonale molto validi esteticamente.

Marco durante la preparazione della campagna mineralogica aveva contattato La Sardinia Gold Mining per la visita della miniera d’oro di Furtei, accordato il permesso per la visità della miniera ci organizziamo per visitarla. La miniera si presenta dislocata su un ampia superficie e arrivati all’ingresso ci viene fatta lasciare l’auto. Saliamo sul fuoristrada del nostro “Cicerone” che ci farà da guida.Vediamo che l’estrazione dell’oro è molto semplice, vengono accumulate grandi quantità di minerale estratto su dei teloni e poi vengono irrorate con latte di calce e cianuro, il percolato poi verrà avviato a delle vasche per l’elettrolisi che recupererà l’oro disciolto nel cianuro.Rimaniamo sbalorditi vedendo un accumulo di qualche metro cubo di solfuri e ci viene fatta notare la quantità d’oro presente nell’arricchimento, cioè svariati kg del nobile metallo. La ricerca mineralogica in questa giornata  è infruttuosa e i blocchi dove dovrebbe essere l’enargite sono avari dal regalarci qualche campione degno di nota, finiamo la giornata nella vicina miniera di Sardara .Ormai la nostra vacanza volge al termine ed è quasi giunto il tempo di lasciare il sulcis e le sue miniere, per riprendere la ricerca mineralogica nel sassarese. L’ultima tappa è Osilo con le sue cave e le sue ametiste per poi riprendere la via di casa.

Prima Parte

Seconda Parte

Terza Parte

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  • fabio scrive:

    bellissime foto,ma la miniera si puo visitare senza permessi o occorre un autorizzazione?

    • admin scrive:

      Dipende da quale Miniera intendi.

      • Fabio scrive:

        Facendo un’escursione nella zona dietro le miniere di san leone mi e capitato di trovarmi nella parte alta dove ci sono dei sentieri segnalati da dei cartelli che sicuramente facevano parte della suddetta miniera.non siamo mai scesi verso i caseggiati non sapendo se ci si potesse avvicinare.

        • admin scrive:

          Il signor Corda era molto geloso della sua Miniera ora che non c’è più non so come sia la situazione.
          Sicuramente è sempre proprietà privata e chi la gestisce per non avere problemi di responsabilità non fa entrare nessuno.
          Se il “guardiano” è sempre lo stesso non era molto propenso alla visione di facce nuove.

          • gianni pisano scrive:

            il “guardiano” capelli bianchi magro e alto?

          • admin scrive:

            Si uno era così ma non ricordo il nome…ma ricordo che si occupava di movimento terra e aveva lavorato nelle miniere di Manganese delle Liguria, altro non so dirti…Prima di lui il guardiano si chiamava Efisio

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