Minerali e Miniere
I colori, le forme e il mistero che si nasconde dietro tanta bellezza, hanno fatto sì che la mia passione sia solamente il godere di tanto incanto.
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LA MIA NAMIBIA 1° PARTE

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La voglia di visitare questo paese nasce in me qualche anno fa.

MI ricordo come ieri quando vidi per la prima volta i quarzi ametista del Messum Crater  rimanendo incantato dall’eleganza e da tanta bellezza.

Da li nasce il sogno di voler  visitare questo splendido paese con la sua natura immensa , sterminata dove si respira quell’africa che fa ritrovare se stessi.

In corrispondenza dell’organizzazione del nostro viaggio di nozze io e la mia futura moglie ci mettiamo a cercare un luogo che vada al di fuori del solito viaggio di massa, tra le tante mete disponibili la Namibia rimane li in un angoletto ad aspettare che venga il suo turno.

Dopo aver scartato tanti luoghi vuoi per un motivo o per un altro, arriva il turno della nostra bene amata Namibia.

Comincia da li a prendere forma un viaggio che sarà indimenticabile. Viste le bellezze del paese decidiamo in quattro e quattro otto di prendere  i biglietti, esattamente un anno prima. Abbiamo i biglietto ma nulla di più, non un programma di viaggio se non l’idea di vedere quanto più possibile.

Dentro di me  cresce la consapevolezza che il nostro viaggio di nozze sarà il regalo più bello, qualcosa di incantato fatto di silenzi, di emozioni e di sensazioni che difficilmente riusciremo a rivivere.

Essendo mia moglie geologa e io appassionato di “SASSI” cominciamo la costruzione di quel tour che ci porterà in luoghi eccezionali.

L’organizzazione delle tappe del viaggio si scontra con il timore delle distanze, il primo viaggio importante per tutti e due, il primo viaggio in un luogo dove sai che i contrasti sono molto forti, chi commercia in diamanti e chi non ha nulla da mangiare.

Da subito capiamo che l’organizzazione del viaggio che vogliamo noi non puo passare per un tour operator o un agenzia di viaggi, chiediamo troppo, perchè vogliamo un viaggio fuori dagli schemi che ci permetta di essere “liberi” e non di essere “prigionieri” dei tour di massa con quel mordi e fuggi che lascia poco spazio alle emozioni.

Contattiamo un agenzia di giù solamente per gestire le prenotazioni sulla scelta delle nostre tappe, e con l’occasione vista la paura delle distanze da coprire ci affidiamo a loro per visitare la parte meridionale del paese.

Questo per la paura di non goderci il viaggio di nozze  e di passare la maggior parte del tempo alla guida dell’auto, poi su alcuni forum avevamo letto che il sud  non era molto sicuro e a maggior ragione affidarci a qualcuno.

La prima parte del tour organizzato da noi prevede come prima tappa Okahandja  con il suo mercato del legno, poi dritti verso le montagne di Erongo passando per Karibib e Usakos, Swakopmund la Skeleton coast e poi verso Uis alla volta di Brandberg e del Messum Crater.

Il primo giorno partiamo con tutte le perplessità che si hanno quando vedi le cose girare al contrario, la guida a destra all’inizio è disorientante, per non sbagliare seguiamo le altre macchine cercando di stare attenti a tutto.

Usciamo da Windhoek sulla B1, la Namibia ha solamente 2 strade asfaltate una è la B1 che attraversa il paese dal sud al nord e l’altra è la B2 che va da Okahandja a Swakopmund, tutto il resto sono strade bianche che fanno invidia alle strade delle nostre città asfaltate e piene di buche.

Dopo circa 70 km arriviamo a Okahandja con il suo mercato del Legno, parcheggiata l’auto facciamo un giro per il  centro di questa piccola cittadina e ci rendiamo conto degli effetti della globalizzazione, negozi di cianfrusaglie cinese e gente che non ha soldi per mangiare. Ci guardano strano e incuriositi si chiederanno cosa ci fanno due turisti fuori dagli itinerari classici?

Riprendiamo l’auto e ci fermiamo al mercato del legno, delle baracche di lamiera piene zeppe di oggetti di artigianato e vediamo le prime bancarelle di minerali.

Decidiamo di uscire dall’auto con i soldi contati nel portafoglio “ufficiale” e ci avviamo timorosi verso queste baracche buie, appena usciti dall’auto si cominciano ad avvicinare ragazzi per venderti qualcosa.

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Mercato del legno

Sinceramente è la prima volta che ci troviamo in questa situazione non sappiamo come comportarci, tutti che ti strattonano e che vogliono farti comprare qualcosa da loro, li rassicuriamo che compreremo qualcosa ma di darci il tempo di vedere. Tanto i soldi sono contati e una volta svuotato il portafogli sarà difficile toglierci dell’altro.

Veniamo colpiti dalla simpatia e dai sorrisi delle persone che seppur nel loro modo insistente lasciano intendere di non dobbiamo aver nulla da temere. Acquistati i nostri oggettini in legno ci rimettiamo in viaggio verso Karibib, conosciuta come la Carrara d’Africa per le sue cave di marmo pregiato.

Durante questo tratto ci accorgiamo del cielo sopra di noi che è di un azzuro differente da quello che siamo abituati a vedere e sopra le nuvole si staglia come piace dire a noi per descrivere il cielo della namibia un secondo cielo che sconfina quello che possiamo vedere.DSCN4833

A Karibib ci fermiamo a vedere una sorta di piccolo museo /negozio vicino alla scuola di taglio che permette ai giovani del posto di imparare un mestiere collegato alle ricchezze del posto.

Infatti nella zona sono presenti alcune miniere di Tormaline da taglio verdi e rosse con un colore veramente eccezionale.

Rimontiamo in macchina e ci avviamo verso il lodge che ci ospiterà. Arriviamo appena in tempo per sistemare le valige e goderci il tramonto che illumina di rosa la parete granitica del massiccio di Erongo. Uno spettacolo suggestivo perché questo è il nostro primo tramonto africano che vediamo e ne rimaniamo affascinati.

L’indomani organizziamo di salire sulle montagne e incontrare gli small miners, i piccoli minatori locali che scavano le vene pegmatitiche fino ad inoltrarsi nella montagna per quasi 100m,  tirando fuori cristalli che poi rivendono.DSCN5219

Sveglia alle 5:00 per poter partire alle 5:30 ed essere su di buon mattino, la giornata non è delle migliori anche se siamo fuori dalla stagione delle piogge c’è una leggera pioggerellina che non permette di arrivare nei punti prefissati in sicurezza.

Salito sulla Jeep arriviamo alla base del massiccio e cominciamo la salita insieme alla mia guida, la guida si chiama mattew un ragazzo del posto che si guadagna da vivere girando da un lodge all’altro e accompagnando i turisti nei “Game”.

La comunicazione è difficile a causa del mio inglese maccheronico dove il più volte essere stato rimandato in tale materia si fa notare, con lunghi silenzi dove solamente i gesti riescono ad accennare qualcosa.

Arrivati sugli accampamenti degli small miners mi rendo subito conto della situazione in cui vivono e cosa realmente c’è dietro quello che sono i pezzi delle nostre collezioni pagati centinaia di euro.

Pantaloni strappati all’inverosimile, scarpe rimediate e tagliate davanti perché troppo piccole, sigarette fatte con la carta degli elenchi telefonici e tante altre cose che non andrebbero dette solamente per la dignità di coloro che non elemosinano ma tutti i giorni si rompono le mani per guadagnarsi il vero pane. Non conoscono il nostro mondo e noi non conosciamo il loro.

Ne ho sentiti di commenti ritornato in Italia, raccontando  del mio problema a contrattare con loro e la mia coscienza. Non è bello  sapere di pagare un pezzo un decimo del suo valore e sapere che loro quei soldi gli bastano solamente per il “necessario”.

L’accampamento è situato sotto alcuni massi enormi che fungono da tetto e offrono un riparo alla meno peggio. Rotto il ghiaccio iniziale cominciano o a tirare fuori tutti i pezzi che hanno disponibili, tutti i minerali classici delle pegmatiti di Erongo, nulla di speciale, ma so anche che loro ci vivono e la loro paga media è di 50 NAD cioè circa 3,50 € al giorno, sinceramente facendo due conti non con il portafogli ma con la mia coscienza mi rendo conto che la contrattazione ha un valore differente per entrambi. Decido di acquistare tutto senza troppe storie e facendo leva che sarei ritornato tra 20 giorni per vedere se avessero trovato qualcosa e anche li gli assicuro che avrei preso tutto al prezzo che dicevano loro senza problemi. Ci riavviamo verso il lodge per concludere la mattinata.

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  • Alberto D'Elia scrive:

    Christian buonasera,
    capito sul tuo sito web, mentre girello qua e là in cerca di notizie sulla Namibia.
    Il tuo sito è molto accattivante e sinceramente: complimenti. E le foto mi hanno caricato della voglia di partire al più presto
    ed in effetti sono proprio in partenza per quei siti, per questo sogno che mi perseguita da tempo.
    Spedisco la mia Toyota via mare (Aprile), per poi riprenderla laggiù e farmi un bel giro.
    Collezionista di minerali, anche io da una vita, interessanti sono le notizie pubblicate,
    Un saluto cordiale.

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